Fa caldo
Giugno - Settimana in cui la temperatura sale. Forte. Sempre.
Bentornato all’appuntamento settimanale di Fa Caldo.. no aspetta, non era così. Diario di Viaggio. Si, quello.
Trentasette gradi. TRENTASETTE. Dentro casa.
La mia settimana comincia dal dentista. Esco con la ricetta dell’antibiotico, tre volte al giorno per sei giorni. Panico.
Fa caldo.
Passo i primi tre giorni un po’ con gli occhi aperti, un po’ socchiusi. Nell’attesa del fine settimana. Dormo la maggior parte del tempo. Quando mi sveglio cerco di fare cose. La difficoltà su ogni modello aumenta. Se di solito ho un rischio di errore del dieci per cento, la soglia aumenta al cinquanta. Metto in pausa la produzione. Faccio la settimana da pensatore, sudo uguale. Chiedo una postazione più vicino a casa, per ridurre le distanze.
Fa caldo.
Sabato mattina sfodero Priscilla. Un piccione che sonnecchiava riparandosi sotto di lei parte in volo sfiorandomi la testa e rischio un infarto.
Fa caldo.
Pedalata sotto il sole, le giornate si sono allungate così tanto che Via Garibaldi è diventata una lingua di fuoco, un fiume di luce dai lastroni dorati.
Fa caldo.
Montaggio nascosti sotto l’ombrellone a forma di ciambella, il sudore cola dagli occhi, scende sul petto e crea chiazze da barzelletta sulle pieghe della pancia.
Fa caldo.
Eleonora che mi ha accompagnato per controllare che non svenissi per strada, si ripara dietro la sagoma di un pannello pubblicitario. Le gambe della seggiola sprofondano nel catrame del pavimento che si riammorbidisce. Devo staccare il piedino di plastica con le pinze per recuperarlo. Io mi nascondo sotto le magre ombre offerte dai palazzi.
Fa caldo.
Troviamo tante persone che passeggiano, incuranti della propria salute personale. Ottime conversazioni. L’argomento è abbastanza standardizzato.
- Che caldo oggi -
- Cazzo se fa caldo -
Mezzogiorno. La temperatura sale.
Faccio un nuovo incontro. Le Maranze internazionali. Una battaglia di inglesismo maccheronico, dove fingo di non capire la parola “discount”. Mi scombinano il banco, ma devo dire che le ho apprezzate, alla fine hanno fatto acquisti con il sorriso. Non mi sono accorto che avessero spaiato male gli orecchini rimettendoli a posto e sono rimasti così fino a Domenica. Troppo fuso per accorgermene.
Fa caldo. Pomeriggio. Passa il sole diretto. Arriva l’afa.
Un ragazzo mette la musica con la cassa affianco a noi. La prima canzone è una soft disco anni ‘80 che sembra l’inizio di un pornazzo. Quelli tipo l’idraulico che deve riparare un tubo che perde. Poi durante la giornata alterna con musiche da fiera del paese, spaziando da Albano e Romina, ricariche sprint con i pezzoni degli 883 e non si sa come arriviamo a un buon rock e pseudo musica da rave party. Un piccolo dj set set variegato. Come se avessimo partecipato a dieci eventi nella stessa giornata.
Fa caldo.
Mi passa davanti un uomo in costume rosa gonfiabile. Io ci vedo un elefante. Eleonora un maiale. Era il costume per l’addio al celibato. Un’omone, nel suo metro e novanta a sudare dentro quella tutona di plastica. Stava proprio bene. Che amici infami a metterlo lì dentro con quaranta gradi. A Torino ne vedi tanti che fanno la passeggiate della vergogna. Ma lui era proprio bello. Mi è rimasto impresso.
Fa caldissimo.
Ci appallottoliamo nelle nostre seggiole, liquefatti. Passa tanta gente. Tira poca aria. Riusciamo a fare piacevoli chiacchierate con persone carine e gentili. Alcuni passano spesso, altri per caso.
Fa caldo.
Dopo una finta Gatorade, tre bottigliette d’acqua, un briccone di tè freddo è ora di ripartire. Chiudo tutto e percorro quel chilometro che mi separa da casa. Priscilla pesa. Pesa come se avesse mangiato pesante. Il resto dei liquidi rimasti nel mio corpo diventa parte dell’asfalto.
Fa caldo.
La sacrosanta doccia di fine giornata non rinfresca. Il cibo esce dal frigo e va a temperatura ambiente. I cubetti di ghiaccio dentro l’acqua spariscono in quindici secondi. La notte vado nel letto stremato sperando che un miracolo faccia nevicare. Chi lo sa. magari succede.
Che fa caldo l’ho già detto?
La settimana è passata. Un po’ confusa nella mia testa. Quella sensazione che tutto scorre e non sai bene come. Scivolata. Però ho avuto un sacco di idee nuove. La testa ha funzionato bene. Tante cose folli per un guerriglia marketing da paura, se riuscirò a realizzarlo. Ho avuto un pensiero fisso. Immagino tu abbia capito quale.
Abbiamo tempo. Oggi ti invito a raccontarmi i personaggi che ti sono rimasti impressi nel week end. Che cosa hanno fatto. Cosa tu hai vissuto. Per condividere. Usa il pulsante commenta. Lasciami una testimonianza, se ti va.
Appuntamento alla settimana prossima.
Da questa che viene, potrebbero cominciare gli SVUOTASCATOLE, i miei personali saldi.
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Mi trovi. Venerdì, Sabato e Domenica in Via PO.
Potrei aggiornare le date. Su sito e Instagram.
Alla prossima.
- Stefano
L’aggiornamento settimanale della sezione Diario di Viaggio arriva Lunedì o Martedì, in base alle energie residue del fine settimana. Strane giornate, strana gente, strane riflessioni.





Almeno un bel calzino nero! Che così si nota meno 🤣 fa caldo! Ave al caldo!
Sono tornato ieri a casa da qualche giorno in montagna. Ora mi unisco al coro: fa caldo. Ma questo non giustifica il fatto di aver incrociato in un paesino di montagna TRE ragazzetti con ciabatte e calzino di spugna bianco. Non lo tollero nemmeno qua al mare. Fa schifo, e il calzino é sempre lercio. Non si può vedere. Sono inclusivo su praticamente tutto, ma questo no. E fa caldo, pure.