Vent'anni di Pride.
Giugno - settimana con il corteo da una parte della città e i personaggi dall'altra.
Aggiornamento settimanale del diario di Viaggio
Bentornati e lieto di rivedervi, metaforicamente parlando.
Questa settimana a Torino c’è stato il Pride. Ricco di entusiasmo, ben 160.000 persone presenti. Ventiquattro carri musicali a tema. Ambra Angiolini e Vladimir Luxuria tra i volti più noti della manifestazione, porta voci del movimento che ha guidato una sfilata da quattro chilometri per festeggiare i vent’anni dell’evento.
Così ho letto sui notiziari.
Si perché, da dove ero posizionato io… non ho visto nulla.
Se hai aperto questa newsletter pensando di trovare un articolo che parla del ritmo, del movimento e del calore che dona una grande marcia riunita, che intona cori di pace e di accettazione. Sfiga vuole che come me Sabato, tu sia finito nel posto sbagliato. Perché ero fisicamente da un’altra parte. E non posso raccontare qualcosa che non ho visto né vissuto.
Ho realizzato un bel disegno di come mi sono immaginato i partecipanti all’evento. Comprendetemi, sono molto più contento di disegnare usando una montagna di colori, rispetto a schizzare una via vuota che sa di deprimente. Non mi sarei perso di sicuro quest’occasione. Anche se guardando le foto online ho visto più persone vestite da cosplayer, rispetto a quel gusto estetico che offre solitamente il Pride.
Morale.
Mentre noi pensavamo che un evento di tale calibro portasse un po’ di pubblico e turisti anche nelle vie da passeggio, l’attenzione si è concentrata tutta sulla manifestazione, così che il resto della città è rimasta abbandonata a sé stessa destinata a vivere una giornata di quieta calma. Molti turisti del Sabato, hanno deciso di rinunciare, terrorizzati da rimanere intasati nel traffico. I variopinti partecipanti all’evento, non hanno neanche transitato dalle nostre parti per raggiungere il corteo. Se immaginavamo una spirale di caotico caos, condito di urla e musica di Lady Gaga, siamo andati incontro a una giornata di caffè, sigarette e intense grattate di chiappe.
Ma non ti lascio con un palmo di mosche in mano. Se speravi in un racconto di gente esotica, ti regalo cinque nuovi personaggi da portare nel cuore.
La coppia che veste uguale: belli, in forma e un poco inquietanti. Vanno in giro vestiti in pendant, forse troppo. Passano dall’avere gli stessi colori abbinati alla stessa forma dei vestiti, poi si raggiunge il livello maglietta e taglio dei capelli uguali. Chiami lui, si volta lei e non ti accorgi della differenza. Se la contendono con le gemelle di Shining e condividono un profilo di coppia dove è presente solo uno dei due. O forse si alternano. Chi lo sa.
L’uomo che pensa che tutti siano tecnici specializzati: Si avvicina per chiedere un’informazione, cerca un negozio o vuole presentarti un problema che lo affligge. Per quanto tenti di indirizzarlo, a un certo punto della conversazione spera che tu, che sei dietro una bancarella, diventi magicamente un orologiaio esperto, un riparatore di cellulari o un ingegnere informatico. La sua speranza è che il proprio supplizio finisca il prima possibile. Quando glielo fai notare, si allontana misero e dolorante. Ha l’ultimo modello di Iphone, ma ancora non ha imparato ad usare Google Maps.
La Maranza agè: Tornano ciclicamente. Ne ho già parlato, ma amano infestare i miei incubi. Dopo essersi riempite di borse di marca ignota durante lo shopping, chiedono con animo gentile di potersi sedere un attimo per riprendere fiato. La loro pausetta, spacciata da cercare il numero del taxi, consiste nel sedersi a guardare video su TikTok, calibrare il tempo limite della tua scocciatura, per poi riprendere la loro strada ciondolanti e aver evitato così di spendere soldi inutilmente al bar. Gagliarde!
L’uomo con fare intellettuale: Passano, vedono la ragazza giovane al banco. Si fermano, guardano i prodotti, guardano lei: - “Li fai tu?” - Mezza intimorita risponde in maniera affermativa. La risposta dell’uomo con fare intellettuale si concentra in un unico -“Brava”- espresso con fare lascivo. Ora per capire appieno il tono del Brava, aggiungi un Giovanna a seguire per essere catapultato direttamente nella pubblicità della Fernovus Saratoga degli anni ‘80, che è ancora motivo di orgoglio per grandi e molto grandi.
La madre con il figlio al guinzaglio: Ecco, questa è una incredibile novità. Abbiamo riso dei passeggini con i cani e ironizzato su questa ipotesi in un futuro prossimo. Il futuro prossimo è arrivato. Guinzaglio colorato, con cinturino a spalla in giallo canarino. Pettorina full body spacciato come zainetto che favorisce un migliore ancoraggio del pupo. Presa stretta e lunghezza piede vicino a semafori, bancarelle e altri bambini di passaggio. Lo trovi disponibile su Temu e Amazon, con gradevoli design di elefantini e dinosauri. Mi rifiuto di allegare il link. Ti dico solo che sulle info trovi funzione 3 in 1, comprende lo sgancio rapido del bimbo per una piacevole scorrazzata al parco.
Spero di aver intrattenuto con garbo e ironia il tuo Lunedì.
Questa settimana, sempre se vivi o passi da Torino, mi trovi in Via PO. Venerdì pomeriggio, Sabato e Domenica.
Se vieni perché hai letto questa newsletter, ti offro una spiegazione completa, un momento relax sulla seggiola e ti racconto come si monta e smonta Priscilla.
Ti concedo anche due minuti di TiKTok, va là.
A presto
- Stefano
L’aggiornamento settimanale della sezione Diario di Viaggio arriva Lunedì o Martedì, in base alle energie residue del fine settimana. Strane giornate, strana gente, strane riflessioni.




Ormai ti attendo al lunedi come le giustificazioni incredibili degli studenti per non aver studiato nel weekend (per fortuna siamo all'ultimo lunedì di quest'anno scolastico). Comunque dato che i tuoi disegni mi piacciono un sacco, ti suggerisco la scena di shining dove i due tizi invece che sul triciclo sono su delle Priscille, o le maranza che vengono spaventate dall'arrivo dell'Inquisizione Spagnola (che si sa nessuno si aspettava, ma ci starebbe tutta visto che ormai per me sono quelle dei Python come dicevi tu 😆). E il guinzaglio... c'è l'ha suggerito una coppia di amici (che ha cani ma non bimbi) quando il nostro bimbo aveva 1 anno e mezzo e camminava già. Non li abbiamo piu frequentati 🤭